Ritratto di Valeria sorridente

ValeriaTabasso Rivolo

Chieri, 8 maggio 1970
13 dicembre 2019

Desideriamo che i progetti che sono nati e continuano a nascere dal dolore e dalla fede di Valeria possano essere consolazione per quanti soffrono nella malattia e per tanti giovani che sentono il vuoto dentro di loro.

Mi sono accorta che i giorni della chemio sono i giorni dei miracoli. Quando io non posso fare nulla, Dio lavora al mio posto, e anche molto meglio, perché cambia il cuore delle persone, cosa che io non so fare.
Valeria, in un messaggio a sua madre
Il messaggio originale di Valeria

La sua storia

Nata l’8 maggio 1970 a Chieri (To), prima figlia di Chiara e Nanni, seguita dalla sorella Silvia e dal fratello Luigi, Valeria era una ragazza allegra, dal sorriso solare e molto sportiva. Dopo il liceo scelse la facoltà di matematica laureandosi a pieni voti. Fu per un certo periodo insegnante di matematica presso alcuni licei, poi si occupò di sistemi di controllo qualità e sicurezza sul lavoro presso la ditta elettronica Eidos di Chieri.

La malattia, che divenne la sua «bussola» arrivò lentamente in un momento di grande gioia per la sua vita, dopo pochi anni di matrimonio con Federico e la nascita delle due figlie, Anna e Elena.

È morta il 13 dicembre 2019 a 49 anni, dopo aver combattuto con coraggio e tenacia per 14 anni un liposarcoma.

Valeria a Medjugorje
Medjugorje, 2014. La fotografia che Valeria scelse per essere ricordata.

Il Premio Valeria Tabasso Rivolo

«probabilmente io non guarirò, ma è bello pensare che tutto questo materiale un giorno potrà servire a salvare qualcuno»

Ogni anno, dal 2020, il premio sostiene un giovane ricercatore o ricercatrice dell'Istituto di Candiolo IRCCS. Lo finanziano le vostre donazioni alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.

Il premio e i vincitori

€ 46.560

donati al premio dal 2020 al 2023

6 ricercatori premiati

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Chi l'ha conosciuta

E lei rideva, rideva con la sua risata cristallina che non dimenticherò mai!
Maria Teresa Mancinelli
Mi hai ricordato com’è la vita e come bisogna viverla: con leggerezza, grazia e bontà perché ciò che rimane di noi è il bene che facciamo, e tu Valeria, ne hai fatto tanto.
Gianna Guala
Ma sarai viva per sempre nel mio cuore!
Elena Ruga
Leggi tutte le 21 testimonianze
Valeria con le figlie Anna ed Elena

Seguendo la bussola

La malattia divenne la sua «bussola». Il libro racconta il suo cammino: acquistandolo sostieni i progetti del Sermig.